Infezioni correlate all’assistenza: in Italia circa 500.000 l’anno, un terzo da batteri resistenti

In Italia si stimano circa 500.000 infezioni correlate all’assistenza sanitaria ogni anno, e un terzo è causato da batteri resistenti agli antibiotici. I dati sono stati presentati il 27 ottobre 2026 a Roma, al Ministero della Salute, durante il convegno “Le infezioni in sanità”, dedicato a prevenzione, terapia e responsabilità.
I numeri presentati al convegno
Le infezioni correlate all’assistenza, chiamate anche ICA, sono quelle che si contraggono durante un ricovero o un percorso di cura. Secondo i dati riportati all’incontro, la loro prevalenza è del 6-8% nei reparti per acuti e può arrivare a circa il 20% nelle terapie intensive. L’impatto economico sul Servizio sanitario nazionale è stimato in 783 milioni di euro l’anno.
Il tema si intreccia con quello dell’antibiotico-resistenza. I relatori hanno ricordato che l’Italia ha uno dei pesi più alti in Europa: i decessi legati a microrganismi resistenti superano gli 11.000 l’anno, circa un terzo del totale dell’Unione europea. Il portale EpiCentro dell’Istituto Superiore di Sanità riporta, da uno studio nazionale del 2016-2017 negli ospedali per acuti condotto con il protocollo europeo dell’ECDC, una prevalenza delle ICA in Italia dell’8,03%, contro il 7% della media europea rilevata nel 2019.
La prevenzione resta la prima arma
Francesca De Plato, responsabile della Farmacia ospedaliera della ASL di Teramo, ha definito l’antimicrobico-resistenza la principale criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Un uso eccessivo o non appropriato degli antibiotici, unito alla capacità dei batteri di adattarsi, favorisce la comparsa dei cosiddetti superbatteri.
Gli esperti hanno sottolineato che gran parte delle ICA si può prevenire con misure rigorose di controllo e sorveglianza, una corretta gestione della terapia antibiotica, diagnosi microbiologiche accurate e una disinfezione efficace. È stato proposto anche un approccio “One Health”, che tenga insieme salute umana, animale e ambientale.
Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha ricordato che una cura appropriata riduce anche i costi, perché evita ricoveri. Per i cittadini il messaggio è semplice: gli antibiotici si prendono solo quando li prescrive il medico, nelle dosi e per il tempo indicati.
Fonti ANSA, Adnkronos, EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità



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