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Screening mammografico, il 77% delle donne è in regola: è il dato più alto dal 2008

Nastro rosa simbolo della prevenzione del tumore al seno

In Italia il 77% delle donne tra 50 e 69 anni ha fatto una mammografia preventiva nei tempi raccomandati. È il risultato più alto dal 2008, secondo i dati 2024-2025 della sorveglianza Passi diffusi il 22 ottobre dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Resta però un forte divario tra Nord e Sud: in alcune Regioni meridionali, come la Calabria, la copertura scende sotto il 50%.

Più donne nei programmi delle ASL

La maggior parte delle donne che fanno l’esame lo fa all’interno dei programmi di screening organizzati dalle ASL (57%), mentre il 19% si sottopone alla mammografia per iniziativa personale. Dopo il calo registrato durante la pandemia, la copertura è tornata a crescere, soprattutto grazie a una maggiore adesione ai programmi organizzati. La quota di chi fa l’esame per conto proprio è invece stabile nel tempo e si riduce dove lo screening organizzato funziona meglio.

Le differenze territoriali sono ampie. In Regioni come Emilia-Romagna, Veneto e Umbria la copertura totale si avvicina al 90%, e la maggior parte delle donne aderisce ai programmi delle ASL. In Calabria, invece, la copertura complessiva resta sotto il 50% e la partecipazione ai programmi organizzati è molto più bassa.

Chi resta indietro

Il 9% delle donne tra 50 e 69 anni non ha mai fatto una mammografia preventiva, e un altro 14% ha fatto l’ultima più di due anni prima dell’intervista, quindi non nei tempi ottimali. Fanno meno prevenzione le donne con un livello di istruzione più basso, quelle con difficoltà economiche e quelle con cittadinanza straniera. Secondo i ricercatori dell’ISS, questo gradiente sociale è ampio e persistente nel tempo, ma lo screening organizzato riduce tali disuguaglianze.

Per le donne in questa fascia d’età il Servizio sanitario offre una mammografia ogni due anni. Chi ha dubbi sulla propria situazione o non ha ricevuto l’invito può chiedere informazioni al proprio medico di famiglia o alla ASL di residenza.

Fonti Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro ISS, sorveglianza Passi, Askanews

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