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Fegato grasso, 2 milioni di italiani potrebbero averlo senza saperlo

Insalata di verdure fresche in una ciotola

Circa 2 milioni di italiani potrebbero avere il fegato grasso senza saperlo. Il dato è emerso al 31° congresso nazionale della Società italiana di diabetologia (SID) ed è stato diffuso il 29 ottobre 2026, per richiamare l’attenzione sul legame stretto tra questa malattia del fegato e il diabete di tipo 2.

Una malattia silenziosa, legata al metabolismo

Oggi i medici la chiamano MASLD, sigla inglese di malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica: è l’accumulo di grasso nel fegato in presenza di fattori di rischio metabolici. Il termine ha sostituito il vecchio NAFLD. Quando al grasso si aggiungono infiammazione e danno alle cellule del fegato si parla di MASH, la steatoepatite associata a disfunzione metabolica, che ha preso il posto della sigla NASH.

I principali fattori di rischio indicati dagli esperti sono il diabete di tipo 2, l’obesità, la pressione alta e le alterazioni dei grassi nel sangue. Il problema è che la malattia può non dare segnali per anni. Nel tempo l’infiammazione cronica può portare a fibrosi, cirrosi e tumore del fegato.

«Il problema Masld/Mash può interessare fino al 70% dei pazienti con diabete mellito», ha spiegato Riccardo Bonadonna, presidente eletto della SID.

Come si individua e cosa si può fare

Per stimare il rischio di fibrosi si parte da un punteggio calcolato con semplici esami del sangue, il FIB-4. Se il rischio risulta elevato, il passo successivo è l’elastografia, un esame che misura la rigidità del fegato. Le linee guida europee sulla MASLD indicano di cercare attivamente la fibrosi nelle persone con diabete di tipo 2, mentre non raccomandano lo screening di tutta la popolazione.

Sul fronte delle abitudini, le indicazioni riguardano soprattutto alimentazione, attività fisica regolare e perdita di peso per chi è in sovrappeso. Chi ha il diabete o altri fattori di rischio metabolici può chiedere al proprio medico se sia utile approfondire lo stato di salute del fegato.

Fonti ANSA, Insalutenews, Linee guida EASL-EASD-EASO, Journal of Hepatology

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