RSV, l’ECDC: immunizzare i neonati eviterebbe il 61% dei ricoveri nei primi due mesi

Immunizzare i neonati contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) potrebbe evitare una quota importante dei ricoveri nei primi mesi di vita. Secondo una valutazione pubblicata il 28 ottobre 2026 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), somministrare alla nascita anticorpi monoclonali a lunga durata d’azione al 90% dei neonati permetterebbe di prevenire il 61% dei ricoveri per RSV nei primi due mesi di vita.
Cosa dice il rapporto
Il documento, intitolato “Multi-model assessment of the impact of newborn RSV immunisation on hospitalisation burden in the EU/EEA”, mette a confronto più modelli matematici e due strategie di protezione. La prima è l’anticorpo monoclonale somministrato direttamente al neonato. La seconda è la vaccinazione della madre durante la gravidanza, tra la 24ª e la 36ª settimana.
Anche la vaccinazione universale delle donne in gravidanza, secondo le stime dell’ECDC, ridurrebbe in modo sostanziale i ricoveri dei neonati per RSV nei primi due mesi di vita: del 52%. Si tratta di proiezioni basate su modelli e non di dati osservati negli ospedali, ma indicano con chiarezza l’effetto atteso di una protezione estesa a tutti i nuovi nati.
Perché è importante proprio ora
Il rapporto arriva all’inizio della stagione fredda, quando RSV, influenza e altri virus respiratori circolano di più e mettono sotto pressione i più piccoli e i servizi sanitari. «Proteggere i bambini dall’RSV nei primi mesi di vita è particolarmente importante», ha spiegato Bruno Ciancio, responsabile di unità dell’ECDC, sottolineando che l’immunizzazione universale dei neonati può ridurre di oltre la metà il rischio di ricovero per infezioni respiratorie nei più piccoli.
Per sapere come funziona l’offerta di prevenzione nella propria Regione, i genitori e le future mamme possono rivolgersi al pediatra, al ginecologo o al consultorio di riferimento.
Fonti ECDC, Quotidiano Sanità, Doctor33



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