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Ormoni in menopausa e cervello: cosa dice un nuovo studio svedese

Immagini di risonanza magnetica del cervello in bianco e nero

Le donne che hanno avuto una vita fertile più lunga o che hanno usato la terapia ormonale in menopausa mostrano, a 70 anni, meno segni di danno ai piccoli vasi sanguigni del cervello. È il risultato di uno studio osservazionale pubblicato online il 4 novembre 2026 sulla rivista Neurology e guidato dal Karolinska Institutet di Stoccolma, con l’Università di Göteborg e Yale. Gli autori però avvertono: il lavoro mostra un’associazione e non basta per consigliare gli ormoni come forma di prevenzione.

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato 352 donne svedesi di 70 anni senza problemi di memoria o di ragionamento, che fanno parte di una coorte di Göteborg di persone nate nel 1944. Tutte hanno fatto una risonanza magnetica al cervello a 70 anni e una parte di loro l’ha ripetuta cinque anni dopo. Il 73% aveva usato la pillola anticoncezionale e il 61% aveva fatto, o stava facendo, una terapia ormonale per la menopausa.

Chi aveva usato la terapia ormonale aveva il 59% di probabilità in meno di presentare un carico maggiore di malattia dei piccoli vasi cerebrali e una sostanza bianca meglio conservata. Anche una vita riproduttiva più lunga è risultata legata a meno segni di danno. Il profilo più favorevole è emerso nelle donne che avevano usato sia la pillola sia gli ormoni in menopausa.

I limiti

L’uso degli ormoni è stato riferito dalle stesse partecipanti, che potrebbero non ricordare con precisione, e mancano informazioni su tipo, dose e momento di inizio dei trattamenti. Il gruppo studiato è inoltre ristretto, quindi i risultati potrebbero non valere per tutte le donne. “Si tratta di uno studio osservazionale, quindi non possiamo stabilire un rapporto di causa ed effetto”, ha spiegato la prima autrice, Giulia Lorenzon.

Cosa significa per le donne

Secondo gli autori i dati non permettono di raccomandare la terapia ormonale per proteggere il cervello. Questi farmaci restano un trattamento per i disturbi della menopausa, come vampate e sudorazioni notturne, e la decisione va sempre presa con il medico, valutando l’età, la storia clinica e il tipo di terapia.

Fonti American Academy of Neurology, Karolinska Institutet su EurekAlert!, AGI

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